Il Grande Torino: la leggenda mai dimenticata

Vi siete mai chiesti come sia possibile che oggi quasi nessuno sotto i 40 anni conosca il nome di una formazione che ha letteralmente dominato un’intera epoca come il Grande Torino? È uno dei paradossi più grandi del nostro sport.

Negli anni ’40, un’Italia che usciva a pezzi dalla Seconda Guerra Mondiale trovò la sua luce in una squadra capace di non perdere mai: il Grande Torino.

Cinque scudetti di fila. Ottantotto partite consecutive imbattuta in casa.

Dietro questi numeri straordinari si nascondono dettagli incredibili, aneddoti da brivido e intrecci del destino che meritano di essere riscoperti. Ecco i quattro fatti che rendono questa squadra immortale.

La storia del Torino si snoda attraverso i decenni, in un’epopea fatta di partite epiche, dal sapore talvolta cruento, di tragedie improvvise e laceranti, come di gioie incomparabili e sfrenate. Un susseguirsi di colpi di mercato, di campagne acquisti a cassa chiusa, di incomprensioni e litigi, ma anche di inossidabili amicizie e fraterne congreghe. Tutto questo, agitato nello shaker del tempo, tra campionati e impegni che via via si succedono, è quanto è racchiuso in questo libro: una raccolta dei preziosi aneddoti che vedono protagonisti i giocatori, indimenticabili eroi della storia granata. Franco Ossola, figlio dell’attaccante del Grande Torino caduto a Superga, ci guida in un viaggio indimenticabile, in cui ogni capitolo è una testimonianza di quanto l’amore e il sacrificio possano trasformare uno sportivo in una leggenda. Perché il vero campione è colui che è in grado di tenere un intero Paese con il fiato sospeso.

Undici in maglia azzurra, dieci granata: un dominio assoluto del Grande Torino

La superiorità tecnica del Torino negli anni ’40 raggiunse vette mai viste prima nella storia del calcio italiano, portando la squadra di club a identificarsi quasi completamente con la Nazionale.

L’episodio simbolo di questa egemonia va in scena l’11 maggio 1947, nella sfida tra Italia e Ungheria.

In campo scendono undici titolari azzurri, ma ben 10 giocatori su 11 appartengono al Torino.

Un’egemonia totale. L’unica eccezione in tutta la formazione? Il portiere.

11 maggio 1947, Italia – Ungheria 3-2: dieci giocatori del Torino con la maglia della nazionale (Fonte: Wikipedia)

Il rito inarrestabile di Valentino Mazzola: tre squilli di tromba

Il leader e trascinatore incontestato di quel gruppo era il capitano Valentino Mazzola: un atleta totale che segnava, correva e comandava il gioco.

Valentino Mazzola e il figlio Sandro

Quando le partite si facevano complicate, si attivava un meccanismo unico. Dalla tribuna, un tifoso suonava tre squilli di tromba.

Sentito il segnale, Mazzola compiva un gesto inconfondibile: si rimboccava le maniche della maglia. Era la scossa. Da quel momento la squadra cambiava passo e, nel giro di un quarto d’ora, la partita era ribaltata e chiusa.

La tragedia di Superga

La formazione dell’ultima partita del Grande Torino

Nel maggio del 1949, il Torino volò in Portogallo per disputare la partita d’addio al calcio del capitano del Benfica.

Il 4 maggio 1949, il volo di ritorno verso Torino incontrò condizioni meteorologiche proibitive: nubi basse, pioggia battente e una visibilità ridotta a soli 40 metri.

Alle ore 5:03 si consumò il dramma. L’aereo colpì il muro posteriore della basilica di Superga.

Nell’incidente persero la vita 31 persone: 18 giocatori, i tecnici, i dirigenti, tre giornalisti e l’equipaggio. Nessuno sopravvisse.

A effettuare il doloroso riconoscimento delle salme fu Vittorio Pozzo, “l’uomo dei due mondiali”. Ai funerali presenziò un oceano di folla con oltre mezzo milione di persone.

Mancavano ancora quattro partite alla fine del campionato. Il Torino fu costretto a schierare la formazione giovanile e gli avversari, in segno di profondo rispetto, decisero di fare lo stesso mandando in campo i loro ragazzi.

Quelle quattro sfide suggellarono la vittoria del quinto scudetto consecutivo, assegnato alla memoria di una squadra eterna.

Pero non tutta la rosa del Grande Torino si imbarcò. Tre persone rimasero in Italia, scampando per circostanze fortunose alla tragedia del 4 maggio:

  • Sauro Tomà: fermato a casa da un menisco rotto.
  • Nicolò Carosio: lo storico radiocronista, rimasto a casa per la cresima del figlio.
  • Renato Gandolfi: il portiere di riserva, che cedette il posto al terzo portiere e non partì.

Tre dettagli apparentemente casuali che tracciarono il confine tra la vita e la morte.

NomeLuogo e data di nascitaRuoloPres.Gol
Valentino MazzolaCassano d’Adda – 26/01/1919Mezz’ala103
Aldo BallarinChioggia – 10/01/1922Terzino9–
Giuseppe GrezarTrieste – 25/11/1918Mediano7–
Virgilio MarosoCrosara di Marostica – 26/06/1925Terzino71
Romeo MentiVicenza – 05/09/1919Ala75
Ezio LoikFiume – 26/09/1919Mezz’ala73
Eusebio CastiglianoVercelli – 09/02/1921Mediano71
Guglielmo GabettoTorino – 24/02/1916Centravanti65
Piero Ferraris IIVercelli – 15/02/1912Ala62
Valerio BacigalupoVado Ligure – 12/03/1924Portiere5-8
Mario RigamontiBrescia – 17/12/1922Stopper3–

Il Grande Torino: la quadra che la storia non può cancellare

La vicenda del Grande Torino supera i confini del campo da gioco e la memoria della tragedia. È il racconto di un Paese che si rialzava e di un gruppo di atleti che ha fatto la storia.

Nel 1951, a due anni dalla tragedia di Superga, la moglie in seconde nozze di capitan Valentino ritorna nel capoluogo piemontese e ripercorre i luoghi in cui ha vissuto a fianco di Mazzola e del piccolo Sandro aprendo il libro dei ricordi, confidando i segreti del calciatore, uomo e marito, e consegnando alla storia lettere e scritti di Valentino custoditi gelosamente. Ne nasce così un ritratto del capitano del Grande Torino e della Nazionale fuori dagli schemi, ricco di aneddoti e testimonianze anche sconcertanti a fianco del quale gli autori riportano curiosità e informazioni sul periodo storico e tanti dati sulla squadra e sui calciatori che passarono alla storia. Mazzola aveva un presentimento, sarebbe morto giovane come suo padre e aveva due desideri, un figlio maschio dalla seconda moglie e allenare il Toro a fine carriera. Ha vinto il fato.

Statistiche

CampionatoPosizionePartite vintePartite persePareggiGol fattiMedia gol fatti/partitaGol subitiMedia gol subiti/partitaPercentuale vittorie
1942-19431°2064682,27311,0366,67%
1945-19461°1934652,50180,6973,08%
1946-19471°28371042,74350,9273,68%
1947-19481°29471253,13330,8272,50%
1948-19491°25310782,10340,8965,79%

Record

  • 88 partite casalinghe senza sconfitta, tra il 1943 e il 1949. Alcune di queste partite sono state disputate dopo la tragedia di Superga, nella stagione 1949-1950.
  • 125 gol, nella stagione 1947-1948. Maggior numero di gol in un campionato.
  • 10-0 all’Alessandria, nella stagione 1947-1948. Maggior numero di reti realizzate in una partita dall’istituzione del girone unico.

Secondo noi il Grande Torino non è finito a Superga. Finisce il giorno in cui smettiamo di raccontarlo.

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