Josef Bican: il bomber da 800 gol che disse no a Hitler e alla Juventus

L’uomo che segnava più di Pelè e Ronaldo Tutti ricordano i record di Pelè, Maradona e Cristiano Ronaldo, ma pochi sanno che il centravanti più prolifico di sempre è stato Josef Bican, nato a Vienna nel 1913. I suoi numeri sono irreali: più di 800 reti in sole 500 presenze e una media di 50 gol a campionato ai tempi dello Slavia Praga. Ma perché nessuno se lo ricorda?

Bican allo Slavia Praga nel 1938, fonte immagine Wikipedia

800 reti

Josef Bican è stato il centravanti più prolifico di sempre, mettendo a segno più di 800 reti in 500 presenze, numeri che superavano quelli di fuoriclasse come Pelè, Maradona e Ronaldo.

Il record delle tre Nazionali

Nel corso della sua vita ha indossato tre maglie nazionali diverse. Ha esordito a soli 20 anni nel formidabile Wunderteam austriaco, per poi giocare con la Cecoslovacchia (18 reti in 16 partite) e con la nazionale del Protettorato di Boemia e Moravia

Il “No” a Hitler

Durante un match tra Protettorato di Boemia e Moravia e la Germania, terminato 4-4, Bican segnò una spettacolare tripletta. Adolf Hitler in persona gli propose di unirsi alla nazionale tedesca, ma Bican rifiutò.

Il paradosso della Juventus

Finita la Seconda Guerra Mondiale, la Juventus lo cercò insistentemente. Bican rifiutò perché era stato erroneamente informato che in Italia stesse per salire al potere un governo comunista. Per una beffarda ironia del destino, a cadere sotto il regime comunista sovietico fu proprio la sua Cecoslovacchia.

Macchina da gol allo Slavia Praga

Arrivato allo Slavia Praga dopo essere fuggito da Vienna, polverizzò ogni record segnando fino a 50 gol a campionato. Lasciò il club dopo nove anni con dei numeri irreali: 518 gol in 251 presenze e una Mitropa Cup (l’antenata della Champions League) vinta nel 1938.

Più amato del Presidente

Il regime comunista gli confiscò i beni perché si rifiutò di tesserarsi col partito. Nel 1953, durante la parata del 1 maggio, gli altoparlanti invitarono il pubblico ad acclamare il presidente Zápotocký, ma i tifosi risposero intonando cori esclusivamente per Bican. Quello stesso giorno lui e la sua famiglia furono costretti a lasciare la città.

Un finale in povertà

Uno dei campioni più grandi dell’epoca smise di giocare nel 1955, finendo a vivere ai margini con una misera pensione. La frase che riassume la sua parabola è drammatica: “La domenica segnavo tre gol e non avevo i soldi per il treno”

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