Siniša Mihajlović: tre punizioni dirette, tre gol nella stessa partita

Il giorno in cui Siniša Mihajlović riuscì una tripletta impossibile e resta uno dei record imbattuti di Serie A da oltre 30 anni.

Vi siete mai chiesti se un singolo uomo, Siniša Mihajlović, con un unico gesto tecnico ripetuto fino alla perfezione, possa scrivere la storia di un partita? Spesso ci convinciamo che la magia dei calci piazzati sia riserva esclusiva dei numeri dieci, degli attaccanti, di chi vive per l’ultimo tocco in area di rigore. Eppure, la storia del pallone sa regalare paradossi straordinari in cui la logica si piega all’incredibile.

Mihajlović alla Lazio nella stagione 1998-1999. Fonte Wikipedia

«Sono sempre stato un uomo difficile, che si esaltava negli scontri. Ma con certi avversari la battaglia è più dura.» A luglio del 2019 Siniša Mihajlović scopre di avere la leucemia e comincia la sua lotta in ospedale: tre ricoveri e un trapianto. Ma un mese dopo è di nuovo, coraggiosamente, in panchina. L’allenatore del Bologna è fatto così, mette sempre tutto se stesso in ogni cosa che fa: «Ho affrontato ogni partita come fosse la vita e la vita come fosse una partita». E in queste pagine si racconta per la prima volta senza reticenze al vicedirettore della «Gazzetta dello Sport» Andrea Di Caro ripercorrendo le tappe di una vita. Nato a Vukovar da madre croata e padre serbo, diventa calciatore e milita nella Stella Rossa di Belgrado con cui vince ventenne una Coppa dei Campioni, distinguendosi per un sinistro micidiale sui calci piazzati. Sono anche gli anni dell’inizio delle guerre balcaniche, degli orrori e del dolore vissuti in prima persona. Dal 1992 comincia la carriera italiana – con Roma, Sampdoria, Lazio e Inter – che lo porta a vincere due scudetti, quattro Coppe Italia e quattro trofei europei. Nel 2006 si ritira e inizia la carriera di allenatore all’Inter come vice di Roberto Mancini. Proseguendo poi con Bologna, Catania, Fiorentina, Nazionale serba, Sampdoria, Milan, Torino e di nuovo Bologna. Un racconto lungo trent’anni e ricco di aneddoti, personaggi, successi, fallimenti, polemiche, rivelazioni, partite oscure, gioie e drammi personali che scorrono in queste pagine tra sport, famiglia, politica e amicizie pericolose come quella con il criminale serbo Arkan. Con un filo conduttore che è stato sempre la sua forza: l’attaccamento ai valori, ma anche il coraggio di cambiare e di riscoprire una vita diversa dopo ogni battaglia.

È il 13 dicembre 1998 allo stadio Olimpico va in scena la sfida tra Lazio e Sampdoria. Quello che sta per consumarsi non è un semplice turno di campionato, ma una partita destinata a rimanere negli annali del calcio italiano.

A rendere memorabile questa giornata calcistica: l’autore di questa impresa non è una punta di razza, ma un difensore. C’è un filo d’acciaio e precisione che lega la storia della Serie A al mancino di Siniša Mihajlović.

E come nei migliori drammi sportivi, il destino sceglie il palcoscenico più carico di tensione emotiva: Mihajlović realizza questo record affrontando da ex la “sua” Sampdoria.

Tre tiri per la storia

Cinquantadue minuti sono a Mihajlović per disegnare un’opera d’arte in tre atti, con una sequenza di rara efficacia e potenza:

  • 29º minuto: calcio di punizione per la Lazio. Parte il tiro: una parabola impeccabile che sblocca il match per il gol dell’1-0.
  • Prima dell’intervallo: nuova punizione diretta. Stesso piede, stessa traiettoria e identica ferocia chirurgica: è il raddoppio biancoceleste.
  • 52º minuto: ma il capolavoro deve ancora arrivare. Viene concessa la terza punizione della gara e sul pallone si presenta ancora e sempre lui: la doppietta non gli basta. Questa volta calcia da una distanza di 25 metri. Parte il tiro, ancora gol: si completa una tripletta leggendaria.

Un primato che dura da oltre 30 anni

Tre punizioni dirette, tre gol nella stessa partita. Si tratta di un record unico e assoluto nella storia della Serie A: nessuno, prima o dopo quel pomeriggio del 1998, è mai riuscito a segnare tre volte su punizione diretta all’interno dello stessa partita. Un record che resiste ininterrottamente da quasi trent’anni; a distanza di decenni, nessun calciatore è più riuscito a ripetere questo primato.

Carierà Siniša Mihajlović

Giovanili
1984-1986 Borovo
Squadre di club
1986-1988Borovo37 (4)
1988-1990 Vojvodina73 (19)
1990-1992 Stella Rossa38 (9)
1992-1994 Roma54 (1)
1994-1998 Sampdoria110 (12)
1998-2004 Lazio126 (20)
2004-2006 Inter25 (5)
Nazionale
1991 Jugoslavia4 (0)
1994-2002 Jugoslavia58 (10)
2003 Serbia e Montenegro1 (0)
Carriera da allenatore
2006-2008 InterVice
2008-2009 Bologna
2009-2010 Catania
2010-2011 Fiorentina
2012-2013 Serbia
2013-2015 Sampdoria
2015-2016 Milan
2016-2018 Torino
2018 Sporting Lisbona
2019-2022 Bologna

A distanza di tempo, le tre pennellate disegnate dal mancino di Mihajlović sull’erba dell’Olimpico rimangono una delle pagine più epiche e incredibili mai scritte da un singolo calciatore nella storia del nostro campionato.

In un calcio moderno sempre più incatenato a schemi rigidi e tatticismi esasperati, credete che vedremo mai un altro difensore capace di eguagliare o superare questo record imbattuto dal 13 dicembre 1998?

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